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Gabriele Sandri - You'll never walk alone
IN RIFORMA DI UNA SENTENZA.... PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudio   
Giovedì 29 Luglio 2010 11:19

 IN RIFORMA DI UNA SENTENZA....

 

Lo scorso Luglio è stata emessa dalla Corte d'Assise di Arezzo la sentenza di primo grado nei confronti di Luigi Spaccarotella, imputato dell'omicidio di Gabriele avvenuto l'11 Novembre 2007.
 
L'agente della Polstrada è stato condannato a sei anni di reclusione, invece dei quattordici richiesti dalla Pubblica Accusa, poichè ritenuto responsabile di omicidio colposo aggravato dalla c.d. colpa cosciente.
 
In buona sostanza la Corte d'Assise ha derubricato il reato ascritto all'imputato, ovvero ha riconosciuto la responsabilità dello Spaccarotella ma allo stesso tempo ha "annacquato" la pena inflitta.
 
Le motivazioni a supporto della decisione lasciano ampiamente perplessi tanto che la sentenza è stata impugnata da tutti coloro che potevano farlo: la Procura di Arezzo, la Procura Generale della Toscana e la Parte Civile ossia la famiglia di Gabriele.
 
Partendo dal presupposto che la colpevolezza dello Spaccarotella era già acclarata, è apparso evidente sin dal momento della prima udienza che l'intero processo si sarebbe svolto sul riconoscimento, da parte della Corte, del c.d. dolo eventuale o viceversa della c.d. colpa cosciente nell'azione posta in essere dall'imputato.
 
La sentenza del primo Giudice ha accolto la tesi dell'omicidio colposo con colpa cosciente.
La colpa cosciente sanziona la condotta di colui che rappresentandosi ciò che può accadere dal compimento della sua azione si determina ugualmente a porla in essere confidando che l'evento non si verificherà grazie alle proprie capacità ( l'esempio di scuola che nei manuali di diritto penale si riferisce al lanciatore di coltelli che nella sua carriera non ha mai colpito l'assistente con la mela in testa ma sbagliando la mira una volta centra la sventurata collaboratrice ).
 
Il dolo eventuale è un grado di responsabilità non codicizzato ma è una creazione giurisprudenziale e dottrinaria che da decenni viene adottato per meglio sanzionare quelle condotte al limite tra il dolo e la colpa che per la loro dinamica e gravità devono essere necessariamente collocate in modo più prossimo al delitto doloso ( in questo caso colui che pone in essere l'azione nel momento in cui si determina per il suo compimento accetta il rischio di ciò che può accadere ).
 
L'omicidio di Gabriele sia per la Procura di Arezzo, sia per la Procura Generale della Toscana ed ovviamente per la Parte Civile configura un caso di scuola di omicidio volontario con dolo eventuale.
La condotta dello Spaccarotella, infatti, analizzata nella sua interezza ovvero dal momento in cui l'agente estrae la pistola la prima volta per sparare un colpo in aria è tutta volta alla volontarietà.
L'istruttoria dibattimentale del primo grado di giudizio ha ampiamente dimostrato quest'ultima asserzione. Le testimonianze sono univoche nell'indicare l'imputato nel momento in cui spara con le braccia distese, parallele al terreno, mirare verso l'autovettura in cui viaggiava Gabriele e fare fuoco.
Le innumerevoli versioni dei fatti fornite dall'imputato nel corso delle idagini e nelle dichiarazioni spontanee rese innanzi alla Corte ( Spaccarotella al contrario di quanto i suoi difensori avevano preannunciato non si è sottoposto all'esame delle parti in dibattimento ) si sono rivelate discordanti e abborracciate, sintomatiche di una coscienza non limpida.
La fantomatica deviazione, seppur ci fosse stata, come ha correttamente sostenuto il P.M., dott. Ledda, non ha interrotto il nesso causale, ovvero l'azione dell'imputato così come descritta dai testimoni è andata a termine indipendentemente dall' ipotetico impatto del proiettile sulla rete mettalica.
La realtà processuale emersa, quindi, racconta di Spaccarotella che vistosi irriso dai ragazzi che non si sono fermati al suo alt ( movente fornito dalla stessa Corte, sic! ) con la pistola in mano si ferma nel punto di miglior visuale ( testimoni ), allarga le gambe ( "...sembrava stesse ad un poligono" cit. teste ), distende le braccia e fa fuoco verso l'autovettura nella quale viaggiano i ragazzi , accettando in tal modo ogni rischio di ciò che la sua azione può provocare e che purtroppo è costata la vita a Gabriele centrato al collo dalla pallottola.
 
La famiglia Sandri non ha brama di vedere l'imputato condannato a qualche anno in più di carcere, desidera unicamente quello che un'intera nazione attende, ovvero l'affermazione della verità dei fatti...che sono tutt'altro che colposi!
 
11 Novembre 2007 CHI DIMENTICA E' COMPLICE

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 29 Luglio 2010 11:19 )
 
FESTA DELLA DEA PER NON DIMENTICARE, CHIEDENDO GIUSTIZIA PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudio   
Lunedì 12 Luglio 2010 11:49

FESTA DELLA DEA PER NON DIMENTICARE, CHIEDENDO GIUSTIZIA

GRAZIE
BERGAMO, GRAZIE POPOLO ATALANTINO

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 13 Luglio 2010 12:00 )
 
Quattro volti e una domanda: "Il prossimo?" PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudio   
Mercoledì 16 Giugno 2010 17:40

 

 

Repubblica  Roma

 

 Sandri, Cucchi, Aldrovandi, Giuliani Quattro volti e una domanda:

Campeggia da qualche giorno  sui muri di alcuni quartieri. Un manifesto che mette insieme i volti di Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi, Gabriele Sandri e Stefano Cucchi. Quattro ragazzi che hanno perso la vita in episodi che hanno visto coinvolti rappresentanti delle forze dell'ordine. Giuliani ucciso da un colpo di pistola durante il G8 a Genova, Aldrovandi picchiato da quattro agenti di polizia a Ferrara, Sandri stroncato da un proiettile sparato da un agente in autostrada e Cucchi morto in ospedale dopo l'arresto e il trasferimento in carcere. Pare essere questo, dunque, il filo conduttore che unisce i quattro volti. E che trova la sintesi in quel profilo nero che campeggia al centro del manifesto e in quella scritta, inquietante, "il prossimo potresti essere tu".

 

 
APPELLO A FIRENZE IL 1° DICEMBRE 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudio   
Mercoledì 02 Giugno 2010 17:51

Giorgio Sandri, il padre del dj morto sull'autostrada, polemico con la decisione dei magistrati di fissare solo a dicembre il dibattimento in corte d'Appello      


"Incredibile" è passato più di "un anno e mezzo da quella vergognosa sentenza di primo grado" e "il prossimo 11 novembre saranno tre anni che quell'individuo ha ammazzato mio figlio. E ancora stiamo aspettando giustizia".

Usa parole dure il padre di Gabriele Sandri, Giorgio, in merito alla fissazione della data per il processo d'appello - il primo dicembre - per Luigi Spaccarotella, il poliziotto condannato in primo grado a sei anni per omicidio colposo per l'uccisione di Gabriele Sandri.

"Erano mesi che stavamo aspettando - spiega Giorgio Sandri - Il tribunale di Arezzo ha perso troppo tempo per trasmettere gli atti a Firenze, eppure si trattava di certificare e bollare pochi fogli per passarli a pochi chilometri di distanza".

Per Giorgio Sandri, il verdetto di Arezzo non ha condannato Spaccarotella, "ma lo ha soltanto graziato. La nostra famiglia è stata distrutta" e l'agente "non s'è fatto neanche un giorno di galera". "Basta a parlare di polizia e poliziotto - aggiunge Sandri - Spaccarotella va giudicato come un singolo individuo. La categoria degli agenti non c'entra niente".

Nell'annunciare iniziative per tenere viva l'attenzione, Giorgio Sandri conclude spiegando di "confidare nella magistratura" e di augurarsi "che la corte d'Appello riesca a giudicare Spaccarotella per il reato commesso, condannandolo per l'omicidio volontario di cui s'è macchiato"

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 02 Giugno 2010 17:53 )
 
Video PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudio   
Lunedì 22 Marzo 2010 16:28

Nessuno Ha DIMENTICATO

GIUSTIZIA PER GABRIELE

 

 

                                                                                                  by flavio

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 23 Marzo 2010 11:38 )
 
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