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Gabriele Sandri - You'll never walk alone
Inter x Gabriele PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudio   
Martedì 24 Novembre 2009 15:38
 
Evento Bari PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudio   
Martedì 24 Novembre 2009 11:58
 
Il sorriso di Gabriele PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudio   
Domenica 22 Novembre 2009 13:49

A due anni dalla scomparsa di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso mentre in una macchina dormiva in una zona di sosta dell’autostrada, per caso mi sono trovata nel quartiere romano della Balduina, lì dove Gabriele è nato e cresciuto.



Manifesti, scritte, molte immagini in formato gigante. Gabriele era un ragazzo fantastico, lo si capisce osservando la sua faccia, gli occhi seri e ilari insieme. E bellissima è la sua famiglia, la dignità sempre umana con cui i parenti portano avanti la sola, parzialissima speranza di un parzialissimo riscatto: che la morte assurda di Gabriele trovi giustizia. Ma c’è altro, attorno alla memoria del sorriso di qualcuno morto troppo giovane, mentre si affacciava alla vita.



Una rete di solidarietà, un muro compatto di persone, tante, che da due anni si impegnano perché non si spenga il suo ricordo. Inconsolabile la morte di Sandri anche per come se n’è andato, per il modo indegno con cui quanto è successo è stato giudicato dalla legge.



Ma negli occhi di questo ragazzo riprodotti sui murales, nei tanti ritratti, persino già solo nel suo nome che inaspettato in giro per Roma vedi comparire nei luoghi più impensati (“Gabriele” “giustizia”, due parole che sempre vanno insieme), brilla un lampo luminoso. E quella luce, sembra che in tanti l’abbiano vista e assorbita. Lui che amava far ballare la gente, mettere la musica come disk jockey, è come se ora da lontano dove si trova, guardi le persone mobilitarsi in suo nome, aggregarsi in tempi in cui non si aggrega nessuno, per niente.



Stringersi gli uni agli altri per via di qualcosa che va ben oltre una fraternità di tifoseria. Piuttosto uno sdegno e una commozione diffusi, condivisi. E’ la pietas per una morte assurda, è la reazione a un sorriso che resta impresso. E’ un posto del cuore.


di Lisa Ginzburg

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 23 Novembre 2009 19:09 )
 
CASO SANDRI: LA GIUSTIZIA È UGUALE PER TUTT I? PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudio   
Domenica 22 Novembre 2009 13:43

Due anni sono trascorsi dalla mattina dell'11 Novembre 2007, giorno in cui perse la vita il giovane tifoso laziale Gabriele Sandri. Ventiquattro mesi anzi ventuno per la precisione sono bastati perchè il suo uccisore, l'agente della Polizia Stradale Luigi Spaccarotella, venisse giudicato dalla Corte di Assise di Arezzo. Il processo va avanti, ma intanto è arrivata la prima delle sentenze quella di primo grado. Coloro che si aspettavano un verdetto esemplare, in particolare gli amici e i parenti del giovane ucciso,  sono rimasti delusi, perchè Spaccarotella ha ricevuto “solo” sei anni. “Solo”, perchè, pensando alla gravità del fatto, un agente che spara in autostrada uccidendo una persona, si poteva ragionevolmente pensare che gli anni di condanna sarebbero stati molti di più. Invece la giustizia italiana ha dimostrato come anche gli atti più incredibili possano trovare in sede dibattimentale, una spiegazione  diversa rispetto a quella iniziale. Un caso che probabilmente sarà destinato a fare giurisprudenza. Una volta di più è stato ricordato a quanti invochino nell'immediatezza di un reato la certezza della pena, che un imputato deve essere considerato ai sensi dell'articolo 27 della Costituzione, come presumibilmente innocente fino all'ultimo grado di giudizio. Ma in  questo caso, con lo stesso imputato che dichiara di aver sbagliato e quindi ammette la sua colpevolezza, quale innocenza poteva essere invocata? Esistono forse diversi tipi di innocenza?

Il codice prevede anche come punizione immediata per un imputato data la gravità del reato commesso, la cosiddetta custodia cautelare (o carcerazione preventiva), che si applica affinchè venga meno il rischio che un imputato, nei cui confronti pendono già gravi indizi di colpevolezza, nell'arco di tempo che intercorre tra l'apertura e la chiusura di un processo, possa commettere lo stesso oppure altri reati.

Quando poi l'imputazione iniziale, cioè il reato ipotizzato dal Pubblico Ministero, è quello di omicidio volontario, in molti casi ma evidentemente non tutti, l'arresto dovrebbe essere immediato. Non tutti perchè, come dimostrato in questo processo, ci possono essere delle eccezioni. Una delle quali si chiama appunto Luigi Spaccarotella, agente della Polizia Stradale che  sebbene imputato di omicidio volontario, ha potuto e può aspettare la fine del processo restando a piede libero, cioè a casa sua e insieme ai suoi cari.

In questo caso quindi il metro di valutazione utilizzato dalla magistratura, quella inquirente e quella giudicante, è stato  “garantista”. Che significa?

Significa che dalla magistratura è stato rispettato, il principio, già sancito dalla Costituzione, che un individuo possa anche non essere colpevole. In questo caso però l'imputato stesso aveva ammesso subito dopo il fatto, di aver sbagliato e quindi di essere colpevole, forse in maniera non dolosa, quindi volontaria, ma colpevole.

L'arresto, infatti, come previsto dal codice di procedura penale può essere invocato e previsto se sussitono tre requisiti: pericolosità sociale, pericolo di fuga e rischio di reiterazione del reato. In questo caso erano invocabili?

Luigi Spaccarottella aveva anche aggiunto di non sentirsi un “pistolero”, ma semplicemente “un cretino”, che aveva commesso un errore.

É stato veramente difficile quindi  per i bravi avvocati di Luigi Spaccarotella dimostrare che il loro assistito avesse impugnato la pistola senza l'intento di voler sparare verso la macchina nella quale era presente la sua vittima. Spaccarotella stesso, smentendo i suoi accusatori e cioè i testimoni del processo, ha più volte detto di non aver mirato alla macchina e che il colpo è partito per sbaglio.

Malgrado al processo e quindi sotto giuramento, ci fosse stato chi, presente sul luogo, abbia affermato che l'imputato avesse sparato prendendo la mira. Sarebbe stata la deviazione quindi ad aver ucciso Gabriele Sandri, perchè l'intento di Spaccarotella, sparando, era solo quello di fermare la macchina. In ossequio al regolamento disciplinare e prima ancora al codice deontologico della polizia, che per fermare una macchina prevede che si possa anche sparare quando la vettura è a distanza e come in questo caso, sul lato opposto della carreggiata.

 Ma il codice dice proprio questo? Assolutamente no.

E allora, se il regolamento non lo prevede, perchè Luigi Spaccarotella non è stato allontanato dal servizio, ma come invece scritto da alcuni giornali, reintegrato in servizio?

Quali sono i requisiti che un agente di polizia deve possedere, oltre a quelli di saper utilizzare le armi possedute in dotazione?

E ancora, nella Polizia di Stato, organismo preposto alla sicurezza degli individui, ci può essere spazio per coloro che si autodefiniscono “cretini”?

di Simone Nastasi

Ultimo aggiornamento ( Domenica 22 Novembre 2009 13:51 )
 
Grazie Ragazzi PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudio   
Sabato 14 Novembre 2009 14:16

...GRAZIE
RAGAZZI

 
Potrebbe apparire uno slogan da
stadio, ma
non è così. Scrivo
ed esprimo anche a nome di mio padre
Giorgio e di
mia madre Daniela un
sincero ringraziamento per tutti
voi che non solo
nella triste
ricorrenza della morte di mio fratello
Gabriele avete
sempre dimostrato
una disinteressata solidarietà umana
perchè
consapevoli della tragedia
e dell'ingiustizia che ci ha
colpito.

Ho
scritto grazie ragazzi perchè
come lo era Gabriele anche
voi siete
prima di tutto degli uomini che
non hanno un etichetta
stampigliata "tifosi".

Uomini che hanno un
valore aggiunto in una
società grigia come quella in cui viviamo,
ovvero un sentimento puro
che arriva diretto dal cuore alla faccia di
tutti gli omuncoli di
ogni
sorta che anche nella tragedia di Gabriele
non hanno perso
l'occasione
per tacere, salvo poi sparire quando
anche il loro pavido
intelletto
gli ha reso evidente ciò che era
successo: un ragazzo di
26anni
innocente ucciso da un pazzo sceriffo!

Uomini che a dispetto
di tanti
luoghi comuni riescono ad avere una
propria idea aldilà di
un
bombardamento mediatico che vorrebbe
indirizzare ogni cervello
dalla
parte che la convenienza del momento fa
apparire più giusta.

GRAZIE
RAGAZZI perchè è soprattutto grazie al
sostegno della gente
comune che
abbiamo vinto profondi momenti di
sconforto, piegati da
quella
giustizia che per ora è solo un concetto
filosofico..

GRAZIE
RAGAZZI
perchè con la carica e la abnegazione di
tanti amici stiamo
riuscendo
e riusciremo, ne sono convinto, a
preservare perennemente
il ricordo
di mio fratello e la memoria di ciò
che è accaduto a
Gabriele!

GRAZIE
RAGAZZI perchè vi sentiamo vicino al
nostro dolore
e centomilavolte
GRAZIE perchè CHI pensava di poter
accantonare tutto
nell'oblio è
rimasto con l'amaro in bocca nel vedere
una compatezza
di intenti
senza paragoni in questo Paese!

GRAZIE
RAGAZZI perchè
potete essere
di esempio a quella "brava gente" che si
ammanta di
civiltà e che
neanche un attimo si sofferma a pensare al
nostro
dolore, mostra falsa
comprensione o peggio ancora alza le
spalle dicendo "...è ma quello
era un ultras...".
 
GRAZIE PER
GABRIELE

 
Cristiano, Giorgio e Daniela
Sandri

Ultimo aggiornamento ( Sabato 14 Novembre 2009 17:32 )
 
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