Gabriele Sandri Youll never walk alone

For an Angel

Il Calcio per la Vita

Settebagni vince I° Memorial Gabriele Sandri <
Scritto da Claudio
Lunedì 30 Maggio 2011 08:00
IL SETTEBAGNI SI AGGIUDICA IL MEMORIAL “GABRIELE SANDRI”


Grazie ad una rete di Londi, realizzata nella prima frazione di gioco il Settebagni di mister Alberto Drago vince la finale del I° Memorial Gabriele Sandri contro i ragazzi della Società Guadaluperos che hanno comunque dato vita ad una partita vibrante ed emozionante.


“GRAZIE A VOI, LA VOSTRA VITTORIA E´ LA MIA VITTORIA, LA VITTORIA DI TUTTO IL POPOLO DI GABRIELE” questo è il commento di Giorgio Sandri alla nostra vittoria…

 

fonte : Settebagni Calcio

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 06 Giugno 2011 09:00 )

 

Isa Iaquinta for Gabriele
Scritto da Claudio
Venerdì 27 Maggio 2011 09:40
Al debutto come produttrice, Isa Iaquinta si presenta sul mercato con il suo primo singolo intitolato Gabriele.
Due notevoli remix all’interno fatti da Gianluca Motta e da Mattias….In memory of a great guy I had the pleasure to meet: GABRIELE SANDRI a.k.a. DJ GABBO who made music his reason of life by Isa Iaquinta

Ricordo. Eccome se ricordo.

Ma cos’ è davvero un ricordo? E’ la nostalgia di un momento trascorso o la costante idea di riviverlo? Come una fotografia, non racconta mai le sensazioni vissute nel momento in cui e’ stata scattata anzi, spesso patetica replica di un attimo che non si ripete. La stessa fotografia ci predispone agli umori del momento in cui l’ immagine si creava, e quel posto, quei volti, tornano in movimento dentro chi la osserva.

Sono passati tre anni e mezzo, ho spesso l’ illusione data dalle infinite fotografie che ho in mente di Gabri. Lui in queste immagini, continua ad essere in movimento, non riesco a pensare ad un solo istante di lui ove non sia in movimento anzi, forse la effettiva dimensione che ho di Gabri è proprio il movimento.

Non Gabbo, ne Gabriele di Balduina. Già, perché qui a Roma, la nostra città, tutti hanno un soprannome, se non tutto, un qualcosa che serve ad identificarti meglio, e c’è quasi sempre un motivo, quasi sempre.

Ci nutrivamo di noi stessi, dei nostri momenti insieme. Sinceramente più volte ci siamo chiesti realmente come potesse essere possibile una simile convergenza di idee, un simile equilibrio nel condividere, ed un godimento nell’ essere divertiti e spensierati all’ unisono. La sensazione è strana, e ci frullava come se fossimo ciascuno un organo, od un muscolo, od una vertebra che sorreggeva il tutto.

1° MEMORIAL GABRIELE SANDRI

Dal 18 al 30 Maggio, in collaborazione con la SS Vis Aurelia e la Fondazione GABRIELE SANDRI, avrà luogo presso l’impianto sportivo Ceccacci, sito in Via G.Ventura 54, un torneo di calcio per società dilettantistiche di Promozione e Prima categoria, in memoria del nostro amico GABBO, con l’intento di non dimenticare MAI!
GABRIELE, oltre che appassionato di calcio, grandissimo tifoso della SS Lazio, era anche un calciatore. Per anni ha militato nella Vis Aurelia, fino ad arrivare a giocare ad ottimi livelli nel campionato di Promozione regionale.
Per mantenere vivo il ricordo di un ragazzo eccezionale, intervenite numerosi.

Giorgio Sandri alla festa degli Ultras Brescia 1911

BRESCIA, Giorgio Sandri: “giustizia e civilità, nuova frontiera del tifo! Penso di fare politica per i giovani…”

Storie di violenza, di ingiustizia, di notizie manipolate e di tentativi di nascondere la verità. Ieri alla festa degli Ultras Brescia 1911 (c’era anche il concerto degli STATUTO), si è parlato di questo in un momento molto serio di approfondimento definito dallo stesso leader del tifo organizzato bresciano Diego Piccinelli «il momento più importante della nostra festa».

Ospite principale Giorgio Sandri, il padre di Gabriele, il ragazzo romano ucciso l’11 novembre 2007 nell’area di servizio di Badia al Pino in provincia di Arezzo, da un poliziotto che sparò da lontano e ad altezza d’uomo verso un’auto che, senza che ci fossero stati scontri o episodi di violenza, si stava allontanando tranquillamente. E da questo padre che sembra tanto sicuro di sè e tanto tranquillo, ma che porta dentro una tragedia che non finirà mai, è venuta una testimonianza di civiltà e di tolleranza che è sembrata un po’ la «nuova frontiera» del tifo organizzato.

Ucciso a Gaza il pacifista rapito
Napolitano: accertare subito la verità

Il corpo di Vittorio Arrigoni trovato in un appartamento: i rapitori salafiti non hanno rispettato l’ultimatum

MILANO – Strangolato quasi subito dopo il rapimento. È morto così Vittorio Arrigoni, il pacifista italiano 36enne, preso in ostaggio giovedì mattina nella Striscia di Gaza da un commando ultra-estremista salafita vicino ad Al Qaeda (anche se sui siti vicini alla rete di Osama sono apparsi banner che definiscono «criminali» i responsabili della morte). Il corpo senza vita del cooperante è stato trovato in un appartamento di Gaza City dai miliziani di Hamas, al termine di un blitz condotto nel cuore della notte. I rapitori non hanno dunque rispettato la scadenza dell’ultimatum, assassinandolo diverse ore prima. Eppure, erano stati gli stessi sequestratori a fissare per le 16 di venerdì il rilascio dei loro «confratelli» detenuti, pena l’uccisione dell’ostaggio. «Questa barbarie terroristica suscita repulsione nelle coscienze civili» ha scritto il capo dello Stato Giorgio Napolitano, in una lettera inviata alla signora Egidia Beretta, mamma del cooperante assassinato. «Spero che si accertino la verità e le responsabilità su quanto è accaduto» ha detto poi il presidente della Repubblica incontrando i giornalisti. Dai primi esami sul cadavere, sembra che Arrigoni sia stato strangolato già giovedì sera (il che confermerebbe la versione di Hamas), probabilmente con un cavo metallico o qualcosa di simile, e in modo tanto brutale da lasciare sul collo anche segni con tracce di sangue. Due miliziani sono stati arrestati, mentre la polizia di Gaza è sulle tracce di una terza persona.

A4, ucciso da un agente nel 1997: la Corte europea condanna l’Italia

Non fu omicidio volontario ma colposo, e a distanza di nove anni il reato è da considerarsi prescritto. Lo scrivemmo il 21 luglio 2006, ma la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato martedì 29 marzo l’Italia per l’uccisione – avvenuta nel 1997 – da parte di un poliziotto di Julian Alikaj.

Nella sentenza – che diverrà definitiva tra 3 mesi, se le parti non chiederanno una revisione del caso davanti alla Grande Camera – si sostiene come Agatino Russo, l’agente che ha aperto il fuoco contro il ragazzo, abbia fatto un uso eccessivo della forza. Mentre le autorità italiane non avrebbero condotto un’inchiesta effettiva sulla morte del giovane.

A presentare ricorso alla Corte di Strasburgo erano stati i genitori e le sorelle di Julian, a cui lo Stato italiano, in virtù dell’ultima sentenza emessa dall’organismo europeo, dovrà versare 155 mila euro per danni morali, materiali e spese processuali.

Nel 2006 la Corte d’assise presieduta da Giovanni Ferraro (a latere Raffaella Mascarino) aveva prosciolto dall’accusa più grave l’agente della polizia stradale di Seriate che nel dicembre 1997 aveva sparato il colpo di pistola che uccise Julian, albanese di 19 anni, durante un inseguimento nei campi adiacenti all’A4, all’altezza di Grumello del Monte.

I giudici nella loro sentenza avevano stabilito di non doversi procedere per omicidio volontario, dando all’episodio l’interpretazione originaria, e cioè quella di un omicidio colposo. Per questo reato i tempi della prescrizione possono arrivare a 15 anni, ma la Corte d’assise aveva concesso all’imputato le attenuanti generiche prevalenti e così il margine della prescrizione era stato dimezzato: sette anni e mezzo, tanto basta perché un omicidio – ritenuto colposo – consumatosi nel ’97 potesse ritenersi prescritto. Il pm Domenico Chiaro per l’agente aveva chiesto una condanna a 14 anni, mentre i difensori – gli avvocati Michele e Riccardo Olivati – avevano invocato l’assoluzione.

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