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Il Nucleo redazionale incaricato dal MIUR di procedere alla revisione delle “Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione”, ha divulgato, in data 30 maggio 2012, la bozza che ha consegnato alle istituzioni scolastiche per la consultazione e per ricevere osservazioni entro il 30 giugno. Una scelta sicuramente apprezzabile anche se, su una questione tanto delicata, sarebbe stato necessario avere a disposizione tempi più distesi per la revisione e per la consultazione.

L’AIMC si è adoperata per offrire il proprio contributo di riflessione sulla bozza ministeriale, che è stata anche fatta oggetto di attenzione e dibattito nella seduta congiunta del Consiglio nazionale e della Conferenza dei presidenti regionali, svoltasi a Firenze il 30 giugno e il 1 luglio u.s., nella consapevolezza che solo successive scelte ordinamentali coerenti potranno consentire alla scuola di operare in conformità con le nuove Indicazioni nazionali.

Riportiamo in apertura di questo numero di Notes il documento che la presidenza nazionale AIMC ha presentato al MIUR, recante le Note relative alla bozza. Un documento che presenta una serie di “punteggiature” – segnalate in corsivo – in cui l’Associazione ha evidenziato, come esito di una prima lettura, libera da precomprensioni, motivi di apprezzamento e punti di criticità. Un primo approccio “a caldo” da parte dell’AIMC con l’impegno ad attivare, nel prossimo futuro, un concreto accompagnamento alla scuola, chiamata in causa a testare e a mettere alla prova le nuove Indicazioni.

In chiusura, è presentato il documento che il Coordinamento nazionale per le politiche dell’infanzia e della sua scuola ha diramato al fine di ribadire l’“originalità” della scuola dell’infanzia italiana, che ha ricevuto riconoscimenti internazionali e rappresenta un qualificato contesto di apprendimento. Un’azione ritenuta opportuna dalle associazioni professionali e dalle sigle sindacali in esso rappresentate, per prevenire eventuali provvedimenti legislativo/ordinamentali che ne snaturerebbero finalità e assetto organizzativo.

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